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I
Sapori
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Oltre
alle sensazioni gustative, la nostra bocca può
percepire anche sensazioni tattili, al momento in cui
il vino, in bocca, trasmette stimoli che interessano
il tessuto epidermico centrale della lingua e della
cavità orale. Tali sensazioni, molto sinteticamente,
sono:
il calore, che è una sensazione molto vigorosa,
della quale è responsabile lalcol, ed è
condizionata dall acidità (nel rapporto
alcol-acidità, se prevale lalcol si avranno
sensazioni calde, mentre se prevale lacidità
si avrà una sensazione di freschezza);
lastringenza, dovuta alla perdita del potere lubrificante
della saliva, conseguente alla combinazione dei tannini
del vino con le proteine della saliva (ma è importante
conoscere la qualità dei tannini, perché
quando vengono polimerizzati con linvecchiamento,
non sono più idonei a combinarsi con la saliva,
non provocando, perciò, astringenza);
la rugosità, dovuta in massima parte ai prodotti
di ossidazione dei tannini; la sensazione di pungente,
dovuta allanidride carbonica; le sensazioni termiche. |
Partendo
da questa premessa, quindi, si può cercare di
classificare i vini in base alle caratteristiche possedute
ed alla metodologia produttiva adottata, tenendo ben
presente che la composizione chimica e le proprietà
organolettiche del vino sono essenziali nella valutazione
del giusto abbinamento con i piatti ed i cibi.
In linea di massima, infatti, un tenore di acidità
fissa elevato, esaltato magari anche dalla presenza
di anidride carbonica (vini frizzanti o spumanti secchi
e sapidi, di gradazione moderata, generalmente bianchi
e giovani, con la nota eccezione del lambrusco, vino
rosso ottenuto dal tipico vitigno coltivato in Emilia,
da sempre consumato frizzante e brioso), ben si addice,
nei vini, ad essere degustati come aperitivo o con gli
antipasti (lacidità
e lanidride carbonica favoriscono, infatti, la
secrezione salivare, preparando ottimamente lorganismo
al pasto), ma un ottimo accompagnamento è anche
con piatti di pesce alla griglia o al forno, con paste
condite in maniera non troppo elaborata, a base di frutti
di mare o molluschi, e con piatti grassi ed untuosi
(come, ad esempio, il classico cotechino o lo zampone
con le lenticchie).
Acidità fisse più contenute, unite ad
una certa rotondità dovuta al contenuto in alcol
mediamente elevato (sopra i 12°) e discreta presenza
di glicerina, in un vino bianco, talvolta anche leggermente
affinato in legno, può indurre ad accompagnarlo
con piatti a base di pesce più elaborati e raffinati,
risotti, ma anche con carni bianche e formaggi mediamente
stagionati.
Un contenuto equilibrato di acidità fissa, tannini
e residuo zuccherino, unito a profumi fruttati vivaci
e marcati, in un vino rosso (giovane, anche novello),
lo predispone a perfetti abbinamenti con minestre, paste
condite ed al sugo, risotti, salumi e formaggi molli
e mediamente stagionati, carni bianche e di vitello,
sformati di verdure, ma anche zuppe di pesce e brodetti,
come il cacciucco alla livornese. |
La
complessità data da notevoli quantità
di tannino e polifenoli (estratti dalla buccia delluva
nel corso di macerazioni prolungate), limitata acidità,
elevato contenuto in alcol e glicerina, ciò che
caratterizza, perciò, i vini rossi strutturati
e di buon corpo sottoposti ad invecchiamento anche prolungato,
è labbinamento ideale per piatti sostanziosi
e dai sapori forti come gli arrosti, le grigliate, gli
stracotti, la selvaggine da piuma e da pelo (il tannino,
infatti, tende a legarsi con le proteine riccamente
contenute nella carne, pulendo il palato,
ed armonizzando, in bocca, i sapori percepiti), ma anche
coi grandi formaggi fermentati e quelli maturi, piccanti
e stagionati. Infine, un buon residuo zuccherino, la
bassa acidità ed un profilo armonico complesso,
unito ad un buon tenore alcolico, le caratteristiche,
perciò, di un vino dolce ottenuto con appassimento
più o meno prolungato delle uve (passiti, vin
santi, recioti), eventualmente anche liquoroso e sottoposto
ad affinamento in legno, sono il completamento migliore
della pasticceria secca, dei dolci da forno e delle
creme crude o cotte, ma anche dei formaggi a pasta molle,
ben stagionati, speziati ed erborinati.
Il buon residuo zuccherino accompagnato da bassa gradazione
alcolica e presenza di effervescenza (vini spumanti
dolci aromatici, come lAsti), sono invece labbinamento
ideale per torte, panettoni o dolci al cucchiaio. |
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Campagna finanziata con il contributo dell'Unione
Europea e dell'Italia |
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