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| Labbinamento
gastronomico dei vini non può prescindere
dalla conoscenza delle loro caratteristiche chimiche
ed organolettiche, in grado di influenzare nettamente
le sensazioni degustative percepite al momento
dellassunzione del cibo. Non è senzaltro
un caso che, nel nostro Paese, piatti tradizionali
e vini del territorio siano sempre andati a braccetto,
integrandosi lun laltro in un connubio
omogeneo di sensazioni e di sapori.Esistono
regioni, infatti, dove la cucina tradizionale,
basata essenzialmente su piatti ricchi di grassi
come quelli derivanti dalla lavorazione del maiale,
si è sposata da sempre con vini caratterizzati
da elevata acidità fissa e presenza di
spuma ed effervescenza, in grado di pulire
il palato untuoso grazie alla neutralizzazione
della frazione grassa del cibo operata dagli acidi
e dallanidride carbonica contenuta nei vini.Oppure
altre, nelle quali la tradizione rimanda, da sempre,
a piatti dai sapori forti, talvolta selvatici,
che hanno trovato, da tempo immemorabile, il giusto
connubio con vini corposi, tannici, speziati,
adatti anche ad invecchiamento prolungato, gli
unici in grado di contrastare cibi dai sapori
decisi e persistenti, grazie allelevato
contenuto di alcol, di tannini e di tutte quelle
sostanze che ne caratterizzano il corpo e la struttura,
e che riescono a combinarsi armonicamente col
cibo, rinnovando, ad ogni boccone, le stesse sensazioni
provate col primo assaggio. |
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Campagna finanziata con il contributo dell'Unione
Europea e dell'Italia |
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