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| La
classificazione dei salumi |
| Con
il termine di salumi si indica un insieme di prodotti
alimentari costituiti da carni conservate, sottoposte
a diversi trattamenti come la salatura,
laromatizzazione e la stagionatura
contenuti in involucri (perciò denominati
insaccati) oppure no (generalmente chiamati salati),
commerciali e consumati crudi o cotti. In base
agli elementi contenuti nella stessa definizione
dei salumi è quindi possibile operare una
loro classificazione, in modo da fornire, allo
stesso tempo, informazioni essenziali per comprendere
la natura stessa di ciascun prodotto. Sinteticamente,
si può cercare di classificare i salumi: |
| secondo
la provenienza della carne, per cui
si distinguono in suini, bovini ed ovini. In realtà
questo è un elemento di importanza poco
rilevante, poiché la maggiore fonte di
carne per i salumi è quella suina, ma esistono
particolari insaccati preparati anche con selvaggina,
in primis il cinghiale, o carni di volatili domestici,
come loca; |
| secondo
le modalità di conservazione e di contenimento
delle carni, distinguendoli in salati,
costituiti da una parte anatomica ben precisa
dellanimale sottoposta a trattamenti talvolta
lunghi e delicati, tra i quali spiccano la salatura,
laromatizzazione e la stagionatura (come
il prosciutto, che deriva dalla spalla o coscia
del maiale, la coppa, la lingua, la lonza o la
bresaola) ed insaccati, preparati previa tritatura
di carni di varia provenienza, le quali vengono
successivamente inserite o avvolte in involucri
di origine animale, come le budella, o vegetale,
come la cellulosa, e che possono essere consumati
cotti (come cotechino, zampone e mortadella) o
crudi, come i salami, previa stagionatura; |
| secondo
il tipo di trattamento delle carni e le modalità
di consumo,
classificandoli in salumi crudi, che possono essere
consumati dopo un periodo più o meno lungo
di stagionatura ma le cui carni di provenienza
non subiscono alcun procedimento di cottura (tra
i più noti di questa categoria cè
il prosciutto, dove la stagionatura supera spesso
lanno, la coppa, la bresaola ed i salami)
e salumi cotti, nella cui preparazione le carni
vengono sottoposte ad un trattamento termico o
che subiscono, prima del consumo, la cottura (tra
questi il più noto e diffuso è,
senza dubbio, la mortadella, ma una notevole importanza
rivestono anche il prosciutto cotto e prodotti
della tradizione emiliana e lombarda come lo zampone
ed il cotechino); |
| secondo
lorigine e la provenienza geografica
per cui, fino al 1992, esistevano in Italia 5
salumi a Denominazione di origine (Prosciutto
di Parma, di Modena, di San Daniele e Veneto Berico-Euganeo,
ed il salame di Varzi), ma dopo questa data, con
lentrata in vigore del regolamento (CEE)
n. 2081/92, sono stati introdotti nella nostra
legislazione i prodotti a denominazione di origine
protetta (attualmente sono registrati, nella categoria
carni trasformate, ben 19 salumi a
Dop ed 8 salumi a Igp italiani). |
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Campagna finanziata con il contributo dell'Unione
Europea e dell'Italia |
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