PROSECCO
Alcuni sostengono che questa varietà corrisponda al mitico vino Pucino, che tanto piaceva all'imperatrice Livia. Tralasciando tuttavia gli aneddoti, molti sostengono che il vitigno abbia avuto origine nei pressi della città di Trieste, dove è noto come Glera. Di qui si è mosso a ovest nella zona dei Colli Euganei, dove viene chiamato Serprina e poi si è diffuso in tutto il Veneto del nord-est, dove per lo più è noto come Prosecco.
La zona di produzione delimitata dal disciplinare della doc include quindici comuni, di cui Conegliano e Valdobbiadene sono i più importanti.
Il Prosecco può essere Extra Dry (che è la tipologia classica e più diffusa), Brut (versione più moderna e di gusto internazionale) e Dry (amabile, la cui produzione più importante è il Superiore di Cartize).
Lo spumante viene ottenuto con una rifermentazione in autoclave che ne esalta i profumi varietali e la freschezza, e che è alla base della bevibilità e della piacevolezza del Prosecco. Questo metodo, definito italiano, è stato introdotto nella produzione del Prosecco Spumante alla fine del 1800 grazie alla Scuola Enologica di Conegliano. Sebbene il Prosecco Spumante in Veneto sia l'aperitivo preferito, questo vino sta rapidamente conquistando consensi internazionali.
Il Cartizze, piccola area di alta collina nel comprensorio di Valdobbiadene, dove i vigneti sono coltivati in condizioni di forte pendenza, rappresenta la sottozona più rinomata, il cru della denominazione.
I vini qui prodotti hanno profumi più complessi e ampi e sono dotati di particolare struttura. La gradazione minima è di 11,5° e prendono il nome di Superiore di Cartizze, prodotto nella versione Dry.
Il Prosecco è anche la principale varietà del non comune Torchiato di Fregona dei Colli di Conegliano. Questo passito deve avere una gradazione minima di 16° e deve essere invecchiato per tredici mesi prima di venire immesso sul mercato.
Le vigne che producono uve per questo vino si trovano nei comuni di Fregona, Sarmede, Cappella Maggiore, tutti in provincia di Treviso.
NOTE SUL COLORE E SUL GUSTO
Il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene si riconosce per il colore paglierino leggero, per la moderata corposità e per i profumi floreali e fruttati che passano direttamente sul palato. La versione Dry conferisce al vino una profonda e fascinosa complessità.
SINONIMI
Serprina, Glera, Prosecco nostrano.