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Vinoè - Vitigni autoctoni

Primitivo
PRIMITIVO

Si ritiene che il Primitivo abbia origini dalmate. Altre ricerche sostengono invece che sia stato importato in Puglia (la regione italiana in cui è più coltivato) oltre 2000 anni fa. Altri ancora, incluso l'ampelografo Antonio Calò, che si è riproposto di arrivare alla fonte di questa varietà, affermano che il Primitivo arrivò in Puglia alla fine del XVII secolo e che l'area coltivata con questo vitigno subì una forte espansione nel XIX secolo, quando venne piantato nelle vigne decimate dalla fillossera.
Studi compiuti nell'Università di California a Davis hanno stabilito che il Primitivo e lo Zinfadel condividono lo stesso DNA.
L'Unione Europea considera lo Zinfadel e il Primitivo varietà identiche, con la possibilità di usare indifferentemente i due nomi sulle etichette.
Il Calò sostiene che la varietà è stata probabilmente portata in California a metà del XIX secolo da Agoston Haraszthy, l'imprenditore ungherese che si occupò in America, tra l'altro, di viticoltura, allevamento, miniere d'oro e politica.

Il successo del Primitivo sui mercati stranieri non è stato immediato, anzi ha impiegato un bel po' di tempo prima di consolidare dietro la sua immagine anche quella del Sud e della Puglia.
Dapprima considerato solo adatto come componente migliorativa di altri vini, il Primitivo è adesso una star sulla scena internazionale del vino.
I cambiamenti nelle fortune di questa varietà non sono solo dovute al legame con il suo alter ego californiano, ma soprattutto perché si sono verificati importanti interventi nella lavorazione della vite e nella vinificazione. Sono emblematiche la vendemmia precoce e la drastica riduzione delle rese, che hanno portato a vini più morbidi, più fruttati e con un tasso alcolico meno aggressivo.
I produttori stanno anche provando la possibilità di affinare questa varietà nel rovere, anche se a ben vedere il Primitivo è certamente in grado di produrre vini stuzzicanti, fruttati e ben strutturati, senza dover ricorrere all'invecchiamento nella botte.

PUGLIA
La zona del Primitivo di Manduria si trova nella penisola del Salento ed è limitata ad un'area che comprende pochi comuni (tra cui Manduria) nelle province di Taranto e Brindisi.
Il vento caldo che soffia permanentemente attraverso la penisola contribuisce a mantenere in salute le vigne impedendo la formazione di muffe, mentre l'estrema diversità di temperatura tra il giorno e la notte fa sì che le uve maturino più lentamente, ma questo non impedisce che raggiungano il pieno sviluppo degli aromi e dei sapori.
Il vino che viene elaborato con base esclusiva di Primitivo è decisamente strutturato con aromi fruttati di more speziate. Ha una gradazione minima di 14° e un invecchiamento obbligatorio di nove mesi. In aggiunta a questa versione secca, ci sono tre versioni dolci: "Dolce naturale" (che ha una gradazione minima di 16° e un periodo obbligatorio di invecchiamento di nove mesi); "Liquoroso dolce naturale" (che ha una gradazione minima di 17,5° e deve essere invecchiato per almeno due anni); e il "Liquoroso secco" (che ha una gradazione minima di 18° e un periodo obbligatorio d'invecchiamento di due anni). Il Gioia del Colle Primitivo è un vino rosso rubino intenso su fondo violaceo, ha bouquet caldo e aromatico, con sapore pieno e cadenza amabile. Questo vino ha una gradazione minima di 13°. Con due anni d'invecchiamento e una gradazione minima di 14° può essere etichettato "riserva". Il Primitivo è anche la più importante varietà (con Montepulciano, Sangiovese, Negroamaro e Malvasia) nel Gioia del Colle Rosso e Rosato.
Inoltre, il Primitivo gioca un ruolo anche nelle seguenti doc pugliesi: Aleatico di Puglia, Gioia del Colle Aleatico Dolce e Liquoroso Dolce Aleatico, Salice Salentino Dolce e Liquoroso Dolce.

CAMPANIA
Il Primitivo di Falerno del Massico è fatto con un minimo dell'85% del vitigno omonimo, con l'opzione di aggiungere piccole percentuali di Aglianico, Piedirosso e Barbera.
Il vino ha una gradazione minima di 13° e deve essere invecchiato per almeno un anno prima di essere immesso sul mercato.
Con due anni d'invecchiamento il vino può essere etichettato "riserva" o "vecchio". Nei vini con questa denominazione si rileva a volte una marcata nota minerale.
Il Primitivo può essere incluso nella composizione del Cilento Rosato e Falerno del Massico Rosso.

NOTE SUL COLORE E SUL GUSTO

Il Primitivo come vino ha colore rubino profondo con radiosi riflessi fragola/fucsia quando è giovane. Sul palato si sentono note di marmellata di prugne, di more e lamponi, insieme a tracce di violette e sottotoni di fieno, tabacco e spezie orientali.

SINONIMI

Primaticcio, Primativo, Primitivo di Gioia, Uva Olivetto, Zinfandel.

DOC E DOCG DA PRIMITIVO
BASILICATA
Matera DOC
CAMPANIA
Falerno del Massico DOC
PUGLIA
Gioia del Colle DOC, Primitivo di Manduria DOC